I Corvi Di Giano

Assediati e Assalitori

Le tecniche di assedio dei castelli o di città fortificate rientrano nella denominazione tecnica “poliorcetica”.

In questa brevissima trattazione descriveremo assediati ed assalitori:

Assediati: Fin dall’antichità uomini si sono stretti attorno a costruzioni difensive, il muro ne rappresenta la prima forma. Conseguentemente compaiono le torri per poter avvistare e sovrastare il nemico, o controllare il territorio circostante. Proporzionalmente alla edificazione di fortilizi si affinano le tecniche di assedio e distruzione, questa duplice evoluzione di edificazione e distruzione porterà nei secoli alla costituzione di un corpo specializzato che oggi chiamiamo genio militare. Nel nostro territorio fin dall’epoca preromana le edificazioni a difesa delle città fu realizzata con materiale lapideo locale, sfruttando ove possibile orografia del territorio senza apporto di lavori particolari di sbancamento. La forma evoluta di difesa fu l’edificazione di un maschio (torre centrale di importanti dimensioni) attorno ad essa una cinta muraria che delimitava degli spazi adibiti a campo di marte e delle costruzioni adibite ad alloggi, opificium e stalle. Se la fortezza doveva essere permanentemente presidiata all’esterno si predisponevano orti, all’interno le stalle per animali da cortile. Se presidiata da una milizia cittadina allora si pensavano anche ad alloggi per alcune famiglie dei soldati. Da fortezza pian piano diventava una piccola cittadella.

Assalitori: Arrivare innanzi le mura di una città fortificata, intimando a gran voce di aprire le porte della città e farsi consegnare la città è cosa abbastanza improbabile e di gusto hollywoddiano, gli strumenti utilizzati ed i reparti impiegati per assediare una fortezza mutavano in funzione di diversi fattori:

· situazione politica,

· umore degli assediati consistenza delle truppe a difesa

· presenza di riserve alimentari all’interno della fortezza:

per questo esistevano già nel medioevo mediatori politici e spie. (battaglia di San Germano del 1230 e del 1260)

· tipologia della fortezza: per porre un assedio in grande stile occorreva:

1. La presenza di un Magister (un Tecnico-Militare di alto rango) capace di organizzare tecnicamente l’assedio

2. Moneta per assoldare maestranze che fossero in grado di costruire macchine d’assedio, e poi capaci di farle funzionare

3. Materiale ligneo facilmente reperibile – in caso contrario trasportare delle macchine d’assedio da montare sul posto come avvenne nella battaglia di San Germano del 1260 (come citato dai cronisti dell’epoca).

4. Un congruo numero di animali da tiro e da soma

5. Presenza nei ranghi degli assalitori di guastatori che provvedevano al taglio di alberi e arbusti di rovi per creare dei varchi alla fanteria come nell’assedio del castello di Arce.

6. Presenza nei ranghi di minatori in grado scavare delle mine sotto le mura della fortificazione.

7. Tenuto conto che tutti gli uomini di questi reparti dovevano saper combattere autonomamente ed in ordine chiuso

8. Considerando che tutti gli uomini che operavano in questa compagine dovevano avere conoscenze e competenze tecniche da renderli autonomi nell’operatività.

9. Oggi questa compagine la chiameremo Genio-Artiglieria.

Facilmente comprensibile che tutto questo apparato logistico-operativo aveva dei costi esorbitanti rispetto ad un esercito che si muoveva in battaglia solo recando nei ranghi: cavalleria, cavalleria leggera, fanteria e treni di provianda.

Facendo un rapido calcolo possiamo approssimativamente asserire che:

· il costo di un gruppo di 30 Genieri (Artieri), equivaleva ad un gruppo medio di 60/70uomini di fanteria

· 1 carro ogni 30 fanti (un carro trasportava armi ed equipaggiamento)

· 1 carro ogni 10 genieri (un carro trasportava armi attrezzi da lavoro equipaggiamento)

La disponibilità di magnanimità di re ed imperatori innanzi le mura di citta fortezze era data in funzione del risparmio da impiegare in battaglia, ci sono riferimenti storici di assedi portati a citta e castelli che si concludono con accordi e rese senza condizioni.

Vi erano anche situazioni ove la magnanimità degli imperatori non aveva ragion d’essere visto che l’assedio e la battaglia erano la giusta soluzione ad un tradimento o cambio di partito.

L’assedio in genere ha varie fasi:

1. Si pone con un dispiegamento di forze, mostrando vessilli e macchine da guerra, piantando colorati accampamenti cosi da mostrare all’assediato la forza e la pazienza nell’attendere.

2. Cattura di uomini chiave cosi da fornire informazioni sulla costruzione o sulla la morfologia.

3. Ricognizione del campo di battaglia e pianificazione delle operazioni,

4. Esistenza di porte o portelle nascoste, fossati che avrebbero permesso lo scavo di mine,

5. Se la struttura lo consentiva si poteva pensare di forzare una o più porte di accesso, se un castello molto probabile una porta ed una portella, se una città più di una porta e più portelle, e se ci sono case lungo il muro di cinta, sfruttare queste per entrare da finestre o sfondare muri per poter passare.

6. La costruzione, il posizionamento delle macchine d’assedio era di pertinenza del Magister, compito dei vastatori era tagliare rovi e siepi per creare dei varchi alla fanteria, questa operazione veniva generalmente condotta di notte.

La costruzione di una macchina d’assedio sul posto per porre l’assedio impegnava 15 giorni

Nel frattempo occorreva avviare le trattative avviare la costruzione di mine, porre assedio alle porte e nel momento in cui le macchine fossero state pronte si dava il via al tiro di martellamento delle macchine d’assedio.

Ecco che porre un assedio ad una fortificazione ad una fortezza o ancor piu ad una citta fortificata non era cosa da tutti e cosa semplice da porre in essere.

Lo scritto appena redatto vuole essere uno spunto di studio da dove poter partire, per scompaginare quelle mitologiche credenze dove bastava uno sguainare la spada su di un poderoso destriero per far aprire le porte di un maniero.

Luigi Velardo

Patrizia Velardi