A guardia del confine sud della Terra di San Benedetto
I Corvi di Giano portano avanti da più di dieci anni la cultura e la storia della Terra di San Benedetto, feudo dell’Alto Medioevo che si espandeva dall’abbazia di Montecassino al Mar Tirreno, seguendo il fiume Garigliano, e del Ducato di Benevento, luogo di insediamento dei Longobardi nell’Italia meridionale. Il comune di Sant’Andrea del Garigliano(FR) si trova dentro le vecchie espansioni della terra benedettina, dove confinava con il Ducato di Benevento, una “provincia” longobarda fondata a metà del VI° secolo dopo Cristo, che mantenne un forte potere nel Sud Italia per quasi cinque secoli, fino al cedimento delle terre ai Normanni nell’ XI° secolo.
Si riporta che i Longobardi si insediarono nel Meridione attorno al 590 d.C. , ma ciò viene contrastato dagli spostamenti di molti soldati che emigrarono a Sud venti anni prima. Queste truppe militari erano dedite alle razzie e attacchi di villaggi locali (è infatti collegato a questo l’assedio dei Longobardi nel 570 su Montecassino, dove stava venendo costruito il monastero). La fondazione del ducato si riporta al 576. Il primo duca, e suo fondatore, fu Zottone, un capo militare che scendeva la penisola italiana assieme alla sua armata, seguendo la costa tirrena. Nel corso di cento anni il ducato occupa tutta l’Italia meridionale, fermandosi all’odierna Calabria. Durante il VII° secolo d.C. i Longobardi si espandono oltre il Garigliano, scontrandosi con le truppe bizantine, raggiungono la Campania, saccheggiano e conquistano molteplici città, ma si fermano a Napoli, non riuscendo a conquistarla. All’ Impero Bizantino rimangono solo poche città che affacciano il Mar Ionio e il Tirreno, al massimo dell’espansione del ducato.
Bisanzio però, manteneva ancora il controllo sul Lazio, a guardia di quello che stava per diventare lo Stato Pontificio, che confinava a pochi chilometri da dove si trova Sant’Andrea del Garigliano.
Il Ducato di Benevento nell’ VIII° secolo si trova a doversi difendere non solo dai bizantini, che nel frattempo sbarcavano dal Taranto cercando di riprendersi le terre perdute, ma il Regno Longobardo da Nord provò più volte a portare sul comando di Benevento dei propri “candidati”, cercando di ottenere il controllo sul Meridione.
Alla caduta del Regno Longobardo nel 744 Benevento diventa completamente indipendente, ma rimane sotto minaccia di Bisanzio e di Carlo Magno.
Nello stesso anno, il duca Gisulfo II compie un primo atto per stabilire buoni contatti con gli altri stati sulla penisola italiana: fonda la Terra di San Benedetto, un dominio feudale nato con la concessione delle terre sul Garigliano all’abbazia di Montecassino, si conferisce così un potere politico al monastero.
Dapprima dei Longobardi i suddetti terreni erano fondi imperiali tra la gentes locale tra il I° e il II° secolo d.C. (epoca del tardo Impero Romano), erano terre con già di proprio una propria ricchezza. Disporre queste terre all’abbazia significava rafforzare i rapporti tra la Chiesa e il ducato, ad occidente, rispetto alla Terra benedettina, vi erano importanti linee di collegamento tra il Nord e il Sud.
La Terra di San Benedetto e il Ducato di Benevento rimarranno territori “intoccati” per più secoli, seguono a questi eventi citati le invasioni dei Saraceni, l’annessione della Terra al neonato Ducato di Capua, che costruirà a difesa del monastero la Rocca Janula (967); e dopo le invasioni normanne, che sciolsero il Ducato di Benevento, l’annessione della terra benedettina al Regno di Sicilia nell’ XI° secolo.
ARTIERE FRANCESCO VERRECCHIA