Sabato 12 giugno, i Corvi di Giano nell’evento “Cittadella Medievale” a di San Donato Val di Comino hanno ricostruito l’assedio alla città delle truppe di Carlo I d’Angiò, figlio del re di Francia, nella sua campagna militare, del XIII secolo, contro il Regno di Sicilia, a scopo di diventarne il re.
I Corvi si sono divisi in due gruppi, le due fazioni della battaglia: un gruppo di vastatores, dalla parte angioina, soldati adibiti alla rottura delle linee nemiche, che deve invadere il comune e raggiungere il castello, ma non prima di aver battuto l’esercito siciliano, composto da soldati semplici e arcieri. Entrambi portano nel loro esercito il vessillo della loro patria, sotto la custodia di due soldati, uno per reggerlo e uno posto alla sua difesa.
L’assalto alla città e il coraggio dei civili



Alle otto e trenta di sera inizia la rievocazione: i soldati angioini si approcciano all’unico portone d’entrata di San Donato, chiamano due uomini che reggono l’ariete per sfondarlo ed entrano nella città appena liberato il passaggio. La prima battaglia è combattuta contro dei civili corsi alle armi per far guadagnare tempo alle truppe sveve, ma è una difesa futile, i soldati continuano l’invasione, setacciano le case alla ricerca della famiglia nobile Cantelmo a capo del paese. Vanno verso il castello, ma prima li aspetta una ripida scalinata, sul punto più alto ci sono gli arcieri pronti con le frecce incendiarie.
La battaglia finale e la resa degli Svevi
Tre ondate di frecce vengono lanciate contro gli angioini, ma non riescono ad infliggere perdite. Saliti, alla piazza sotto il castello, gli invasori incrociano un monaco e il comandante delle truppe siciliane che vogliono evitare delle morti inutili, chiedono di non attaccare i civili e trovare un compromesso per impedire di prolungare la battaglia. Agli angioini non importa delle persone, vogliono solo concludere il lavoro e ricavarne il “bottino” delle risorse minerarie che San Donato dispone, ma non vogliono trattative. Inizia così l’ultima battaglia tra francesi e svevi: due linee di soldati si formano, si battono scudo contro scudo cercando di dividere gli uomini.
I primi a cedere sono i siciliani, i due vessilli si ritirano e ogni soldato prende un suo nemico come obbiettivo, la battaglia si propaga con combattimenti individuali. I siciliani chiedono la resa, non potendo permettersi di lasciar morire altri soldati, i francesi, che voglio anche loro salvare più uomini possibili, accettano. Gli svevi sono fatti prigionieri e i francesi salgono sulla torre per piantare la loro bandiera sulla nuova conquista.
ARTIERE FRANCESCO VERRECCHIA